Imparando la luce (il vestito bianco)

scritto da Ania Evitpadalam
Scritto 9 mesi fa • Pubblicato 8 mesi fa • Revisionato 8 mesi fa
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Autore del testo Ania Evitpadalam

Testo: Imparando la luce (il vestito bianco)
di Ania Evitpadalam

Lo confesso.
oggi tento di diventare sole,
di camminare tra le ombre come fiume di luce liquefatta,
di rubare al mondo un riflesso di cielo
e piegarlo tra le dita.
Non è naturale,
non è facile,
ma provo a tessere il giorno tra i nervi e le ossa,
a incastrare la bellezza tra le fessure del cuore.

Cercavo un tema, un centro, un incanto,
quando il mio sguardo cade sul vestito bianco.
Cotone che respira come vento di giugno,
spalline sottili, fili di sole sospeso,
la fascia sul ventre, arabesco che non è pizzo,
ma rete di sogni, di fiori sospesi,
di estati che si specchiano nell’acqua,
di luce che corre sulle colline invisibili.

Lo indosso,
e la stanza si spalanca in giardini impossibili,
il pavimento diventa mare liquido,
il soffitto cielo liquefatto di tramonti,
ogni passo un segreto che fiorisce,
ogni respiro un ponte tra me e il cosmo.

Sono principessa,
coronata da sole che sfiora le spalle,
il petto acceso come brace d’estate,
il mondo inclinato sotto i miei piedi
come terra che si inchina al canto del vento.

Il bianco non è vuoto:
è promessa, mare di possibilità,
luce che sibila tra le pieghe dell’aria:
prova, anche tu, a brillare,
fiocco di vento, canto d’aria, filo di sole,
scintilla che si insinua tra i nervi, tra la pelle.

Cammino, lento, ma cammino,
tra il buio che mi segue come antico amante,
tra riflessi dorati e ombre che fremono,
tra sospiri di fiori e promesse d’acqua,
e per un istante, fragile, luminoso,
il mondo mi concede dolcezza, risonanza, miracolo.

Non sono ancora un sole,
non scorro naturale come fiume di luce,
ma oggi, oggi,
basta la stoffa, il respiro, il sole che accarezza la pelle,
per ricordarmi che persino l’anima
più oscura può assaggiare la luce,
che il giorno può entrare nei corpi come oro liquido,
e che io, principessa di questa fragilità,
posso esistere tra le ombre,
posso fiorire, luminosa, per un istante,
posso provare a diventare sole.

Imparando la luce (il vestito bianco) testo di Ania Evitpadalam
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